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Regole folli al reparto DCA del San Raffaele Turro: la mia esperienza

Ciao bellezze,

Oggi ho deciso di parlarvi delle regole folli, strane e incomprensibili che ci sono qui al reparto DCA del San Raffaele di Turro. Quindi preparatevi e portate un po’ di pazienza anche per me!

Corridoio del reparto DCA al San Raffaele di Turro, Milano

La prima settimana a cambi di idee

I primi giorni del ricovero avevo preso la bella abitudine di fare addirittura dieci minuti di passeggiata, passando per un giardino bellissimo, assieme alle altre pazienti e scortate da almeno un’educatrice. Poi, di punto in bianco mi viene detto che sono a riposo, ovvero non posso uscire dal corridoio del reparto. Perché? La risposta arriva tardiva dallo psichiatra che mi dice che vogliono che prima faccia una visita cardiologica (non ancora pervenuta).

 

La “pacchia” della “clausura”: la seconda settimana

La seconda settimana è detta dai pazienti “di clausura” perché si deve obbligatoriamente rimanere in stanza, ad eccezione dei pasti, degli spuntini e qualche sigaretta in sala fumo. Sì, clausura suona proprio bene per descrivere questa situazione, mentre della sala fumo Ve ne parlerò in un prossimo articolo. Questa settimana non è bene chiaro a cosa serva, soprattutto per una come me che se la sta vivendo così dal primo giorno! Quasi dimenticavo: non potrò nemmeno ricevere la visita della settimana: nonsense.

 

Addio Paint by Numbers

Okay, so che può piacere o no come hobby, ma ritirarmene un sacco (sapessi solo sono!) e obbligarmi a mettere gli acrilici nell’armadietto è un po’ too much. Non ho idea di quanto possano essere pericolosi, voi?

 

Le maschere per il viso

Nessun tipo di maschera non in tubetto è accettata, a quanto pare. In realtà credo sia più mortale mangiarsi quella tipo crema, rispetto a quelle in tela, ma quelle in tela potrebbero essere state viste come troppo “dimagranti” (unico criterio scritto nella lista delle cose da non portare). Non so, ma a me non torna.

 

Telefono contingentato

Al contrario dei pazienti della psichiatria (che sono mischiati con noi DCA), in questo ricovero non possiamo utilizzare i telefoni o, in generale, i dispositivi elettronici se non nella fascia oraria 19-22, fino a un’ora prima della nanna forzata. Lo troviamo un po’ tutte poco sensato, non capiamo perché ci sia questa insensata distinzione.


Il caffe, quello “finto”

Vi ho parlato della settimana di riposo e di quella di clausura, ma non vi ho parlato del mio problema principale con esse: il caffè. Il caffè mi viene vietato perché non posso scendere, ma ho chiesto il permesso alla specializzanda in psichiatria se potessero portarmelo in qualche modo e ha detto che possono portarmi il caffè o gli infermieri o le mie compagne di percorso. Il problema è che non è stato scritto quindi l'educatrice che c'era il giorno seguente non mi ha lasciato far portare il caffè da nessuno, e così anche i giorni successivi. Vabbè, domani chiederò di metterlo per iscritto altrimenti impazzisco.

 

L’Odissea per andare in bagno

Qua, in base al disturbo che si ha e allo psichiatra che si ha, i bagni possono rimanere chiusi 24 ore oppure dopo i pasti per due ore. Non è molto divertente per chi come la mia compagna di stanza non ha problemi alimentari e deve subirsi questo trattamento. Per me che sono la colpevole di questa chiusura mi dico che va bene così e accetto di essere osservata mentre faccio la pipì. Pensate che fa pure rima!

 

Nel weekend una sola visita e non solo

A parte la durante la settimana di clausura, nei fine settimana possiamo ricevere una sola visita tra sabato e domenica. Questa visita può essere di massimo due persone e non si possono dare il cambio con una terza anche solo per salutare. Non capisco la motivazione, e anche tante altre mie compagne di percorso non la capiscono: se avete una risposta fatemela sapere, grazie!


Tragicommedia dei disabili

Una mia amica è obbligata a utilizzare il tripode per deambulare, ovvero usa un cazzo di bastone per camminare perché ne ha la necessità. Il reparto dove mi trovo si trova al secondo piano, e qui arriva il problema! Si scopre solo tardi, una volta che arriva su, che i disabili devono chiedere permesso in anticipo per poter utilizzare l'ascensore accompagnati dal personale. Entrare ad Alcatraz è più facile.

 

Il medico curante e la sua ala

Il nostro corridoio è diviso dalla psichiatria da una porta simbolica: simbolica perché non è mai chiusa (tanto da ritrovarci individui di sesso maschile in un reparto prettamente femminile). Bene, arriviamo al dunque: ogni psichiatra che ha un in carico un paziente lo ha in carico e ne ha la responsabilità solo su una determinata ala di questo corridoio. Questo significa che io che ho uno psichiatra dell'ala dei DCA non posso andare nel reparto psichiatria puro.


∆ DCA San Raffaele Turro, bonus point: flusso di coscienza

Non dormo la notte perché non ho voglia pur prendendo la terapia ma se dormo 5 minuti nel pomeriggio vengo sgridata.

 

Vi aspetto a fine settimana prossima per raccontarvi la settimana di clausura!

 

 

 
 
 

3 commenti

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Ospite
04 mag
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Facci sapere come va, non sapevo ti fossi ammalata di un sca scusa non sono molto presente ti fa di spiegarci nel dettaglio un bacione

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Risposta a

In realtà sia i medici che mi seguono che alcuni amici suppongono che i miei problemi con il cibo siano solo un sintomo di altro.

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