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La mia terza settimana di ricovero DCA al San Raffaele Turro

ma ho davvero un DCA o è un sintomo marginale di qualcosa di più complesso? 


Ciao bellezze, 

Qualcuno avrà visto sui vari Social le prime foto che ho osato postare di questo ricovero DCA, e qui – in parallelo – vi narrerò alcune cose che sono successe. 

 

Fibromialgia portami via 

In questo ricovero è obbligatorio – imperativo oserei dire – stare fermi. E cosa c’’è di peggio per una persona affetta da sindrome fibromialgica rispetto allo stare fermi? Vi rispondo per esperienza personale: niente, assolutamente niente.  

Per incalzare la dose mi viene vietato qualsiasi tipo di movimento, anche involontario o “stigmatizzato”. Proverò a richiedere più libertà la settimana prossima: magari lo sviluppo motorio con il gruppo di binge eating oppure? Non ci sono altre possibilità che mi vengono in mente. 

 

Flebo con “Ernesto il palo lesto” 

Sono iper-agitata, non in senso ansioso, non in senso di iperattività da ADHD; posso forse definirla come un motore che mi porta vanti i pensieri e non riesco a coglierli (nemmeno per una pausa caffè). Le altre non riescono a capire bene il senso delle frasi che provo a mettere insieme. A volte sembrano proprio degli sproloqui, senza né capo né coda, ma che dentro di me sono tanto completi quanto un’oratoria (dai, non a livello di Cicerone!). 

Ecco, leggendo la prima parte di questo capitolo avrete sicuramente inteso come mi sento mentalmente. Il mio corpo segue pari passo i miei pensieri. Mi sento velocizzata e senza tregua: per questo motivo ho una flebo di EN ogni giorno, e la piantana che mi porto in giro ha un nome: ErNesto il palo lesto, il “maritino”. 

piantana flebo in reparto DCA, San Raffaele Turro"

 

Gente che viene e gente che va dal ricovero DCA

Questa settimana ci sono state almeno quattro o cinque dimissioni dal reparto DCA, gente che aveva iniziato una settimana prima di me e che ha avuto un grande impatto sul mio percorso a livello psicologico. Sono contenta di aver condiviso questa parte di vita con delle anime così tormentate e piene di peculiarità che solo dentro qui si possono accettare incondizionatamente. Ci sono poi stati pochi arrivi in DCA e hanno aumentato a tal punto i pazienti di psichiatria nella nostra ala, che noi pazienti di disturbi alimentari siamo state spostate nella parte più piccola della saletta, con un tavolo unico più un tavolo da due: una specie di rimpatriata mentre siamo tutti i giorni a contatto ravvicinato. Un ché di surreale e talvolta imbarazzante. 

 

Ammetto: una volta ho faticato a mangiare 

Un giorno mi sentivo talmente attivata che ho faticato a mangiare: tamburellavo con le gambe e le braccia mi sembravano degli spaghetti scotti da quanto erano fiacchi: un misto di agitazione e fibromialgia che mi hanno portata a quella fatica immensa nel mangiare. Ma, poco alla volta – sforzandomi – sono riuscita a portare a termine l’obbiettivo del vassoio. Vittoria contro tutti e pat pat sulla spalla a me stessa! 

 

Flebite 

Ovviamente il primo accesso in vena mi ha provocato una flebite: non poteva non succedermi! Va tutto a gonfie vele direi: altro antibiotico e via andare, che la terapia non è mai abbastanza! 

 

Bonus point: Infermiere che preferiscono le chiacchiere alle cure e i medici di guardia alla terapia al bisogno. 


Doppio bonus point: mi tengono qui a oltranza, finché non sarò stabile e non avrò una diagnosi specifica. 


 
 
 

1 commento

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Sorellona
18 minuti fa
Valutazione 5 stelle su 5.

5 stars sono l'affetto che ti mando, in un modo molto afasico e privo di senso tutto mio, questa sera la barca è per due... Ce la puoi fare! Ti sei pure sposata senza invitarmi! Pantarei sister!

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